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	<title>Scuola di Massaggio Osho Rebalancing &#187; Blog di Unmila Malfatti</title>
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	<description>Bodywork e corsi di massaggio dal 1988</description>
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		<title>Il massaggio OshoRebalancing e’ la via che ci riporta a casa.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Unmila Malfatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo è la nostra prima casa. Quando veniamo al mondo è il corpo, l’elemento terreno, che ci da i segnali di piacere e dolore, paura, rabbia, tristezza. Il bisogno primario diventa il nutrimento, ed è attraverso il rapporto con me-altro da me che impariamo a capire che il bisogno parte da dentro, la soddisfazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo è la nostra prima casa.<br />
Quando veniamo al mondo è il corpo, l’elemento terreno, che ci da i segnali di piacere e dolore, paura, rabbia, tristezza.<br />
Il bisogno primario diventa il nutrimento, ed è attraverso il rapporto con me-altro da me che impariamo a capire che il bisogno parte da dentro, la soddisfazione di esso viene da fuori, per poi tornare dentro.<br />
Il bisogno si manifesta nello stomaco, ovviamente, ma non solo.<img class="alignleft size-full wp-image-549" title="corpo casa" src="http://www.oshorebalancing.it/v3/wp-content/uploads/photoglife_100_4739.jpg" alt="" width="300" height="225" /><br />
Nutrimento è anche l’amorevolezza con cui si è accuditi, ovvero presi in braccio, lavati, aiutati a “stare bene”, accarezzati, preparati a “prendere il cibo” e “digerirlo.<br />
Mani amorevoli, attente, delicate ma “ferme”, presenti &#8230; nutrono la nostra fiducia nell’esistenza,<br />
La fame è soddisfatta? C’è il piacere. Il latte è insufficiente, poco nutriente.. dato in maniera sbrigativa&#8230;.c’è fame, c’è dolore, c’è paura di morire.<br />
VIVERE è la priorità assoluta di ogni essere vivente.<br />
Sin dalla fase embrionale scorre dentro di noi l’Intenzione: leggi Intento, desiderio di vita, Sì alla vita.<br />
Essa scorre dentro di noi sotto forma di “ritmo”, “pulsazione”.<br />
L’operatore Oshorebalancing  si rivolge a questo ritmo, che accompagna sin dalla fase embrionale, lo sviluppo e l’organizzazione dell’essere umano in un &#8220;progetto di Salute”. La salute è innata nel Corpo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-550" title="pianto" src="http://www.oshorebalancing.it/v3/wp-content/uploads/TheSneeze.jpg" alt="" width="150" height="200" />Un corpo si forma con l’informazione innata della salute.<br />
La salute è una forza intelligente, creatrice, guaritrice, che abbiamo dentro di noi, e si esprime attraverso e come un respiro.<br />
Il Corpo quindi è una fonte inesauribile di conoscenza di risorse per permettere di “vivere bene”.<br />
Purtroppo il corpo fisico viene immediatamente penalizzato dai ritmi di chi (genitori) vive, oramai, distante da questa intelligenza primaria, e viene indotto ad apprendere come “sopravvivere”, non come Vivere.<br />
Sopravvivere può voler dire dover <strong>usare risorse preziose per una crescita equilibrata</strong> (e quindi sana) per fronteggiare “traumi”,fisici e/o emozionali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-551" title="bambino ride" src="http://www.oshorebalancing.it/v3/wp-content/uploads/Louis_sitting.jpg" alt="" width="300" height="225" />Ma l’Intento rimane sempre lì, dentro il corpo, nel profondo&#8230; ed aspetta di essere “risvegliato”, ascoltato, di poter “portare ordine”, “portare salute”.<br />
Un corpo non in equilibrio non è necessariamente “malato”. La cosiddetta malattia altro non è che squilibrio delle risorse della salute.</p>
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		<title>Il massaggio aiuta a ricordare perché “siamo qui”</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 18:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Unmila Malfatti]]></category>
		<category><![CDATA[Bioenergetica]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Esercizi di Bioenergetica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Massaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo rivela, il corpo parla e il massaggio Osho Rebalancing, aiuta l’ascolto della voce del corpo. Il massaggio altro non è che una pila che illumina la notte (del e nel corpo) dovuta all&#8217;eclisse del cuore. Per cuore intendo l&#8217;ascolto a ciò che dice il cuore, l&#8217;autostima, la fiducia in se stessi, Cosa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo rivela, il corpo parla e il massaggio Osho Rebalancing, aiuta l’ascolto della voce del corpo.</p>
<p>Il massaggio altro non è che una pila che  illumina la notte (del e nel corpo) dovuta all&#8217;eclisse del cuore.<br />
Per cuore intendo l&#8217;ascolto a ciò che dice il cuore, l&#8217;autostima, la fiducia in se stessi,</p>
<p>Cosa e chi copre il cuore? Nega la sua voce? Deforma la sua voce innocente?<br />
Le emozioni, l&#8217;educazione (mentale) che abbiamo ricevuto.</p>
<p>A questo proposito ho voglia di raccontare un aneddoto accadutomi. Ero in una campeggio con i miei figli piccoli. La più grande non aveva ancora sei anni e la più piccola circa due. I bimbi scorazzavano nudi sulla spiaggia, dentro e fuori dall&#8217;acqua. Ad un certo punto la mia figlia maggiore corse da me seguita dai fratellini e da una signora giovane quanto me e alquanto battagliera. Pensai che i bimbi avessero combinato qualche marachella. Ma grande fu la mia sorpresa quando la signora mi apostrofò così:</p>
<p>- di chi sono questi bambini? Guardi che vergogna! Girano nudi!</p>
<p>Risposi che erano i miei figli e che erano piccoli …</p>
<p>- Li copra, metta loro &#8220;almeno&#8221; il costume, ribadì convinta, &#8220;perchè è, davvero, una vergogna&#8221;.</p>
<p>I &#8220;costumini&#8221; erano lì per terra bagnati, insieme ai secchielli, palette, salvagenti e quant&#8217;altro.<br />
Io stavo leggendo un libro. Alzai gli occhi e guardai questa bella donna: mi guardava con occhi fiammeggianti vestita con un bichini succinto, le &#8220;tette più fuori che dentro&#8221;, uno slip molto succinto ..  Le chiesi dove fosse la vergogna in tre bimbi nudi.<br />
Lei mi rispose: &#8220;provocano&#8221; con la loro nudità.<br />
Le feci osservare che solo gli “occhi malati” potevano vedere nell&#8217;innocenza della nudità di un bimbo il male, la provocazione sessuale o morale e aggiunsi provocatoriamente<br />
- quel tipo di occhi cosa vedono nel suo succinto bikini? Penso sia più provocante  il suo bikini della nudità dei bimbi.<br />
Discutemmo animatamente e, comunque, il giorno dopo, misi ai bimbi il &#8220;costumino&#8221; per evitare loro e, a me,  altre sgradevoli esperienze.<br />
Cercai per loro argomentazioni, spiegazioni plausibili, per il cambiamento dei permessi &#8230; e, comunque, aggiunsi,  nell&#8217;acqua potete toglierlo, se volete.</p>
<h3>Perchè racconto questo?</h3>
<p>Penso che quell&#8217;esperienza creò confusione nei bimbi in fatto di &#8220;libertà&#8221;. Sicuramente non sapevano nulla in fatto di &#8220;vergogna&#8221; e forse, per la prima volta, &#8220;nudo&#8221; fu coniugato con &#8220;vergogna&#8221;. Inoltre io stessa prima incentivavo la libertà del corpo e poi, cambiai …</p>
<p>Sicuramente nella mente di quella signora c’era una convinta moralità,  e, nel contempo, un’esplosione ormonica che cercava di contenere dentro il suo patetico ridottissimo bikini. Ma, forse, davvero, per lei era troppo quello che vedeva.</p>
<p>L&#8217;ipocrisia! L&#8217;autogiustificazione.  Il compromesso tra la voce interiore e  quella &#8220;sociale&#8221;.</p>
<p>Molto spesso usiamo le parole senza veramente coglierne il profondo significato e quindi effetto sulla nostra stessa energia.<br />
Per esempio: vi siete mai trovati a dire a voi stessi &#8220;non ce la faccio&#8221; (=non ho forza abbastanza), &#8220;figurati se può accadere a me!&#8221; (=sfiducia nella vita) &#8230;. e così stiamo nella restrizione, nella rinuncia.</p>
<p>Anche se parliamo a noi stessi, dentro, finiamo per usare le voci parentali affettive (raramente) o normative (spesso).</p>
<p>Per “parentali affettive” intendo i permessi che ci diamo e quindi il sostegno nel vivere.<br />
Per “parentali normative” intendo quei modi di dire legati al “devi, altrimenti..”, quelle voci che ancora oggi ci accompagnano nella vita e ci tolgono il piacere nel vivere, nel fare.<br />
Il nostro dialogo interno da impulso alle emozioni, le emozioni cambiano la chimica del nostro corpo.<br />
Avete mai notato che il piacere, per esempio, crea un “buon odore”, mentre la rabbia ci fa odorare acre.<br />
Piacere e dolore aumentano le endorfine nel corpo, la rabbia crea tossine nel corpo, mentre la tristezza genera stagnazione.<br />
Per fortuna i pensieri come le emozioni si alternano.. Sì, è u po’ come andare sulle giostre..<br />
Siete mai saliti  sulle montagne russe? Conoscete quello strano feeling dovuto all&#8217;essere .. in alto, (eccitazione/paura) poi, precipitandi (terrore..), infine, precipitati (paradossalmente relax) e poi ancora in risalita&#8230; e poi e  poi..<br />
Avete mai pensato che anche nella vita spesso è così..<br />
Quando &#8220;stiamo bene&#8221; tutto è<br />
bello, visto dall&#8217;alto. Ci sentiamo aperti, invincibili, pronti a tutto, con quel pizzico di paura/eccitazione che ci motiva a &#8220;fare&#8221;..<br />
Quando la mente dubita, spesso ci paralizziamo (crisi di pura paura) o reagiamo armandoci dalla testa ai piedi (con le giustificazioni) e ci lanciamo contro.. i mulini a vento oppure ci chiudiamo in noi stessi, separandoci dal resto del mondo.<br />
Ognuna di queste emozioni alberga dentro di noi e ha un suo spazio fisico. I muscoli sono i nascondigli delle emozioni.</p>
<p>Per questo il corpo rivela.</p>
<p>Muscoli accorciati o allungati, tesi o lassi, parlano delle nostre convinzioni prese in prestito per costruire la “personalità”, ovvero per “mostrarci”.<br />
Alexander Lowen (allievo di W. Reich) ha sviluppato una disciplina psicologica basata sulla “lettura del corpo” (personalità, non essenza!) abbinata a tecniche per “sanare”: la “bioenergetica”. Riprendere contatto con la nostra forza vitale, la nostra essenza.<br />
E questo perché:</p>
<p>Siamo nati nudi, puliti, fiduciosi, forti!</p>
<p>Venire al mondo non è solo lo sforzo della madre. Anche il bambino partecipa. Diciamo che fa la sua parte. Per nascere &#8220;bisogna mettercela tutta&#8221;.<br />
Tutti i vivi hanno questa forza, sennò non saremmo qui, ora: Io a scrivere, tu a leggere.</p>
<p>Questa forza va usata, per rinascere ogni giorno con fiducia, amore per la vita, respirando a pieni polmoni per aiutarci a vivere!</p>
<p>Il massaggio, il contatto col corpo attraverso  mani rispettose, amorevoli, calde, forti, sicure .. ci fanno regredire per poter ripartire .. con la consapevolezza che &#8220;da oggi ce la posso fare&#8221;, &#8220;qualunque cosa succeda, ho la forza,  le risorse per &#8230; e, se per me è troppo, chiederò aiuto..&#8221; Anche riconoscere di avere &#8220;bisogno&#8221; crea &#8220;libertà&#8221;&#8230;</p>
<p>Parlo del riconoscere i propri limiti per poterli superare all&#8217;inizio, forse con l&#8217;aiuto di qualcuno, poi in autonomia e magari aiutare qualcun altro a fare il passo che siamo riusciti a fare noi.</p>
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		<title>Metafora del massaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2007 14:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Unmila Malfatti]]></category>
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		<category><![CDATA[Linguaggio del corpo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricerca spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di massaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlare al corpo, questa è la metafora del massaggio. Massaggio-messaggio? Un massaggio altro non è che un messaggio al corpo. Un messaggio di voglia di vivere, di andare oltre a&#8230; piacere, dolore, paura, dubbio, un messaggio di pace, finalmente. La pace della mente. Nel massaggio la mente è spiazzata, non sa cosa fare, dove andare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare al corpo, questa è la metafora del massaggio.<br />
<strong><br />
Massaggio-messaggio?</strong></p>
<p>Un massaggio altro non è che un messaggio al corpo.<br />
Un messaggio di voglia di vivere, di andare oltre a&#8230; piacere, dolore, paura, dubbio, un messaggio di pace, finalmente.<br />
La pace della mente.<br />
Nel massaggio la mente è spiazzata, non sa cosa fare, dove andare.<br />
La mente&#8230;<br />
Dopo un inizio in cui  cerca di dominare farneticando, confrontando, giudicando, chiedendo, fuorviando dal momento presente&#8230; dopo un po&#8217;, dicevo, regredisce, torna &#8220;a casa&#8221;, ascolta il piacere dimenticato, permette anche di sentire e lasciar andare quel dolore antico e sopito del piacere dimenticato, si commuove al ricordo di &#8220;antiche carezze&#8221; rassicuranti, e permette al corpo di ricevere.<br />
Ricevere l&#8217;attenzione di chi sta usando le mani &#8220;con l&#8217;arte dell&#8217;ascolto&#8221; e risvegliare, finalmente, l&#8217;attenzione al corpo, così spesso dimenticato.<br />
<strong><br />
Ci ricordiamo di avere un corpo, troppo spesso, solo nel dolore.</strong></p>
<p>Quando fa male. Ed allora è paura.  Paura dello sconosciuto.<br />
Guardiamo il nostro corpo allo specchio e, difficilmente, lo guardiamo con amore, con &#8220;ringraziamento&#8221;.<br />
Lo vorremmo il più delle volte differente da quello che è. Perchè?<br />
Perchè non riusciamo a vederne e viverne la bellezza? Esattamente così com&#8217;è. Senza volerlo cambiare, modificare, farlo simile a&#8230;<br />
Mentre scrivo, guardo un vecchio ulivo che da almeno 100 anni è lì, esattamente dov&#8217;è.<br />
Ha un tronco tutto attorcigliato, è  basso (dove vivo crescono bassi con fronde larghe e pendenti), tozzo. I suoi rami si elevano per poi ricadere verso terra. Le foglie bicolori sono in continuo movimento per il vento..<br />
Mi trasmette forza,fiducia, stabilità, agilità, intelligenza.<br />
In questa terra (creta) l&#8217;ulivo (e la palma) sono il simbolo della fenice, perchè, anche se bruciato, tagliato, spezzato, (finchè ci sono radici) &#8230; ricresce impavido.<br />
Quando riceve un po&#8217; d&#8217;acqua ho la sensazione che brilli, che rida..<br />
L&#8217;acqua per l&#8217;albero è come il massaggio per l&#8217;uomo.<br />
Linfa vitale.</p>
<p><strong>Il corpo oggetto o soggetto?</strong></p>
<p>In questo nostro mondo attuale  il corpo è ridotto a merce, un involucro da abbellire, torturare, incartare con vestiti &#8220;fascia&#8221;, scarpe di gomma artificiale o trampoli perniciosi per la postura, coprire con polveri, creme, colori artificiali.<br />
Il corpo manichino per attirare, per mostrare. Il corpo soggetto è qualcosa usare per&#8230;o nascondere, contraffare. Diventa oggetto.<br />
Ricordo una modella che veniva a farsi massaggiare, molto &#8220;bella&#8221; nei lineamenti e gesti. Era giovane 23 anni, aveva già il seno rifatto e portava una catenella in vita &#8220;perchè non poteva ingrassare&#8221; oltre&#8230;<br />
E ricordo anche una giornalista un po&#8217; avanti con gli anni, rifatta qua e là, che mi chiedeva se il massaggio avrebbe potuto &#8220;ridare tono&#8221; ai muscoli cadenti delle braccia. Quelli che nell&#8217;aerobica chiamano &#8220;le tendine&#8221;&#8230;<br />
Già, perchè poi arriva il tempo in cui il tempo della fioritura è finito e allora ecco che il corpo è sottoposto a torture chirurgiche per continuare ad apparire quello che era. Purtroppo la chirurgia non può rifare tutto. Allora arriva il malessere, la depressione, i farmaci per allentare l&#8217;ansia, l&#8217;angoscia esistenziale.<br />
Con la sfioritura del corpo ci sentiamo depauperati della vita stessa. Incredibile!<br />
Difficilmente riusciamo ad accompagnare il corpo con riconoscenza nel suo divenire, ringraziarlo del carico di lavora che sopporta per noi, con umiltà.<br />
Peccato, perchè il corpo è una bella metafora del senso della vita.<br />
Il corpo aiuta a crescere dentro, perchè è saggio, conosce, sa.<br />
<em><br />
Massaggiare un corpo vuol dire ascoltarne la storia,<br />
quella vera, spesso segretata ai più.</em><br />
<strong>Toccare un corpo col massaggio è un onore. Saperlo ascoltare ancora di più.</strong><br />
Toccare ogni centimetro quadrato è spesso un percorso di meraviglia e scoperta sia per chi tocca che per chi riceve.<br />
Il massaggio è un arte vecchia quanto è vecchio l&#8217;uomo.<br />
Credo sia l&#8217;arte dell&#8217;amore e della conoscenza (quella vera), della guarigione.<br />
Un&#8217;arte volutamente oscurata, deviata, colpevolizzata, strumentalizzata, dimenticata<br />
Quando iniziai a lavorare a milano, negli anni ottanta, (pensate!), offrire un massaggio equivaleva &#8220;offrire sesso&#8221;.<br />
Ancor oggi per alcuni è così, anche se con la new age, la parola &#8220;massaggio&#8221; si è diversificata.<br />
Oggi ci sono centinaia di offerte di &#8220;stili di massaggio&#8221;:</p>
<ul class="lista">
<li>massaggio reiki</li>
<li>massaggio californiano</li>
<li>massaggio thailandese</li>
<li> riflessologia plantare</li>
<li>massaggio prenatale</li>
<li>massaggio energetico</li>
<li>massaggio rilassante</li>
<li>massaggio olistico</li>
<li>massaggio con le pietre calde</li>
<li>massaggio con i cristalli</li>
<li>massaggio con la luce</li>
<li>massaggio con gli olii essenziali</li>
<li>massaggio profondo</li>
<li>massaggio connettivale</li>
<li>massaggio joint release</li>
<li>massaggio reichiano</li>
<li>massaggio posturale</li>
<li>massaggio chu ha ka</li>
<li>massaggio rolfing</li>
<li>massaggio  oshorebalancing</li>
</ul>
<p>Questi sono quelli che conosco in prima persona, ma sono chiamati in tanti altri modi.<br />
Tanti nomi, spesso solo commerciali, dietro a cui stanno, a volte, culture vecchie di secoli, o &#8220;scoperte&#8221; relativamente recenti, tutte con un unico obiettivo: &#8220;guarire&#8221;, riunire il &#8220;corpo-mente-anima&#8221;.<br />
Il massaggio è semplicemente un massaggio.<br />
La persona sceglie il massaggio per una qualunque motivazione. Spesso per motivi &#8220;fisici&#8221;. Per dimagrire, per la circolazione, per drenare, per dolori cervicali, per dolori articolari, per la vita stressata che conduce, per la depressione&#8230;<br />
Per il fatto stesso che sceglie il massaggio, vuoi perchè lo ha suggerito il medico, l&#8217;amica, l&#8217;ha saputo da..<br />
comunque il massaggio &#8220;farà bene&#8221;.<br />
Il massaggio non è &#8220;placebo&#8221;. <strong>Il massaggio è con-tatto.</strong><br />
Il contatto è guarigione.<br />
Quale che sia quello che le persone scelgono è sempre una buona strada per tornare a se stessi, a riappropiarsi del proprio corpo e della propria mente e anima.<br />
Più si sta a contatto col proprio corpo, lo si ascolta e asseconda, più è possibile diventare &#8220;uno&#8221;.<br />
Finchè corpo-mente-anima sono separate, il corpo dovrà diventare il loro silenzioso portavoce.<br />
La sola lingua che conosce è la funzione. Per cui sarà attraverso il linguaggio della malattia che comunicherà.<br />
Personalmente ritengo che più si va a fondo a curare la divisione in cui siamo cresciuti, più si favorisce il processo di guarigione profondo.<br />
Ci si può arrivare con tecniche verbali, utilizzando ancora una volta solo la mente (vedi tecniche quali la neurolinguistica), o l&#8217;ipnosi, o l&#8217;analisi classica, o quella sistemica, o quella transazionale o &#8230;<br />
A me è sono servite entrambe le vie per &#8220;tornare a casa&#8221;, a me.<br />
Prima ho intrapreso quella &#8220;verbale&#8221;. e mi ha dato tanto.<br />
Quando ho osato mettere in gioco il mio corpo &#8230; con tecniche quali la bioenergetica, il rebirthing (il respiro circolare),  il massaggio &#8230; prima si è scatenato il panico, la confusione. Poi, piano piano è arrivata la pace e ho cominciato a fare i primi passi nella Conoscenza.<br />
Per questo ho deciso di imparare a fondo quest&#8217;arte e condividerla, diffonderla attravero la formazione di operatori sensibili e attenti.<br />
&#8220;Operatori dell&#8217;anima attraverso il massaggio Oshorebalancing&#8221;<br />
<strong>Formazione che prevede un percorso di lavoro su di sè.</strong></p>
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		<title>Massaggio e schiena</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 07:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Unmila Malfatti]]></category>
		<category><![CDATA[Massaggio Connettivale]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Massaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Massaggio alla spina dorsale. Dolori alla schiena? Il massaggio alla schiena si espande in tutto il corpo. Massaggio per allineare la postura. Quali sono le tecniche per allentare le tensioni, i dolori alla spina dorsale, al bacino, al fondo schiena, al collo&#8230; Spina dorsale o colonna vertebrale? Se dico colonna penso a qualcosa di molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massaggio alla spina dorsale.<br />
Dolori alla schiena?</p>
<p>Il <strong>massaggio alla schiena</strong> si espande in tutto il corpo.<br />
Massaggio per allineare la postura.<br />
Quali sono le tecniche per allentare le tensioni, i dolori alla spina dorsale, al bacino, al fondo schiena, al collo&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-613" style="margin: 5px;" title="2086382363_a792cde5ca" src="http://www.oshorebalancing.it/v3/wp-content/uploads/2086382363_a792cde5ca.jpg" alt="" width="350" height="247" /></p>
<p>Spina dorsale o colonna vertebrale?<br />
Se dico colonna penso a qualcosa di molto duro e rigido.<br />
Se dico spina dorsale mi viene in mente un pesce, la flessibilità, la leggerezza, la libertà…</p>
<p>Ho pensato di parlare un po’ di cosa significhi “massaggiare la schiena” e quali siano le tecniche migliori da me sperimentate e poi proposte sia nelle sedute individuali sia nel corso di formazione dell’Oshorebalancing<br />
Quando un/una cliente arriva lamentando dolori alla schiena, innanzi tutto indago se ci siano patologie in corso ed eventualmente chiedo i referti clinici.<br />
In effetti lavorare su un corpo “operando o operato” richiede una maggior attenzione e un approccio molto delicato.<br />
In effetti, oltre al trauma sottostante (che ha portato all’operazione) c’è quello più recente dell’intervento stesso.<br />
Quindi tecniche “dolci” per cominciare, quali: joint release, massaggio olistico, digitopressione, craniosacrale, rebirthing, massaggio riflesso (riflessologia), tecnica Bowen, zen Shjatzu.<br />
Quando nel corpo è tornata a fluire la fiducia posso cominciare ad “entrare” col massaggio connettivale e lavorare insieme alla persona a spazzare via i brutti ricordi, ciò che non c’è più.<br />
Fare spazio al nuovo.<br />
Da dove viene il mal di schiena?<br />
Sicuramente da una postura originaria (allineamento con la forza gravitazionale) modificata.<br />
Cosa ha fatto modificare la postura?<br />
Traumi (a volte prenatali), incidenti piccoli e grossi, malattie, paure, che, nel loro sommarsi, hanno generato le contratture dei muscoli. Queste si sono compensate naturalmente (il sistema corporeo è molto intelligente e pieno di risorse) per continuare a stare “in piedi”.<br />
Faccio un esempio molto banale: pensiamo ad un gran mal di pancia.<br />
Come rispondiamo? Cosa facciamo?<br />
Ci pieghiamo in avanti contraendo la muscolatura anteriore per non sentire male. Cosa ne consegue? La muscolatura posteriore asseconda questa contrattura e, in certi punti, si allunga.<br />
Se il dolore persiste il corpo si abitua alla nuova posizione, si adatta, e va avanti.<br />
Se il mal di pancia era dovuto, per esempio, a scariche colitiche, anche la muscolatura preposta all’apertura e chiusura dell’ano si era messa in tensione per “tener stretto”.<br />
Provate ad immaginare quanto sforzo e tensione c’erano nell’area addominale, nei glutei, nelle gambe, nel respiro, nei muscoli dorsale, nella mascella, nel collo.. e così via.<br />
Quando il malessere passa, resta il ricordo. Esso si annida nei muscoli. Basta un piccolissimo accenno, non necessariamente altrettanto grave, a volte anche solo il vedere, sentire, qualcuno che soffre dello stesso male… la contrattura è istantanea, involontaria.<br />
Con la kinesiologia è facile indagare attraverso la forza o debolezza dei muscoli e trovare la via per ripristinare “la calma”.<br />
Ho fatto l’esempio del mal di pancia non a caso. Spesso molte patologie della schiena (che sta dietro) hanno la loro origine.. davanti.<br />
Muscoli addominali rilassati spesso generano dolori alla parte inferiore della schiena (contrazione) che si ripercuotono su quella superiore.<br />
E ancora.<br />
Gli organi interni, tutti, sono in qualche modo legati alla spina dorsale attraverso i “legamenti”. Diciamo in maniera banale che “si attaccano” alla schiena. Più o meno alle vertebre che stanno alla stessa altezza.<br />
Ne consegue che piccole o grandi patologie degli organi interni arrivano fino alla schiena, alla spina dorsale.<br />
La spina dorsale ha una forma curiosa:<br />
33 anelli (ossei), uno sopra l’altro, proteggono il flusso del midollo spinale e i nervi (che viaggiano attraverso i fori intervertebrali), e tra uno e l’altro ci sono dei “cuscinetti” di cartilagine “per ammortizzare” i colpi.</p>
<p>Ne deriva che la spina dorsale racchiude in sé la nostra linfa vitale (midollo spinale), sostiene i nostri organi, contiene le informazioni nervose, ha il compito di mantenerci “eretti” in stretta collaborazione con i muscoli.</p>
<p>Cosa vuol dunque dire un massaggio alla schiena?<br />
Può voler dire.<br />
Se viene usata la tecnica del joint release ecco che vado a lavorare gioiosamente sugli spazi intervertebrale.<br />
Questo significa che riporto la flessibilità attraverso il movimento (tolgo la ruggine!) che a sua volta ridà spazio al flusso spinale che fluendo “ringiovanisce” ogni cellula, che i nervi possono a loro volta portare informazioni corrette al comando del movimento.<br />
Per concludere, riarmonizzo ciò che era andato in confusione e quindi in “arresto” da panico.<br />
Se uso la tecnica “cranio sacrale” mi metto in ascolto del movimento che il flusso spinale genera e pazientemente, con movimenti minimali, aiuto laddove il movimento non arriva, a ritornare.<br />
Quando scelgo di utilizzare solo il respiro (rebirthing), aiuto la persona a “massaggiarsi” dall’interno, a sentire laddove il respiro non arriva e invito a portarcelo, assisto ad una rigenerazione dall’interno.<br />
La tecnica Zen Shjatzu, riporta l’equilibrio dei 4 elementi secondo la visione della medicina orientale. Si avvale del tocco della digitopressione, usato in modo molto delicato, (sentire le pulsazioni, il pieno e il vuoto) ed è particolarmente adatto a chi ha una bassa soglia del dolore.<br />
L’uso del massaggio connettivale è molto utile per riportare la postura ad un riallineamento così da poter usufruire, nella posizione eretta, della forza di gravità.<br />
Dopo un massaggio alla schiena spesso le persone hanno la sensazione di essere alleggerite da un grosso peso, si sentono più alte, più leggere (e lo sono! Spesso ho preso le misure prima e dopo, così come il peso, la circonferenza)<br />
Chi massaggia la schiena ha la sensazione di toccare, a volte, una corazza impenetrabile. Altre volte, l’operatore tocca con mano la fragilità o la forza della persona. Spesso ho avuto la sensazione di essere diretta più che di “dirigere” il ritmo del massaggio.<br />
Nella lettura “psicosomatica” la schiena, (poiché è dietro, non la si vede con i propri occhi, non la si può controllare..) è l’espressione dell’inconscio, ciò che non arriva a galla.<br />
Molte schiene appaiono molto più giovani dell’età della persona.<br />
Essere massaggiati nella schiena dà il senso di un’immediata rigenerazione fisica.<br />
Le mani degli operatori del massaggio Oshorebalancing, naturalmente, lasciano l’impronta dell’amore con cui applicano le tecniche sopradescritte.<br />
Aggiungo che, se il massaggio alla schiena, viene fatto a 4 mani, gli effetti sopraddetti si amplificano, semplicemente perché la mente non riesce a seguirle tutte e quindi “molla” il controllo prima e il corpo se ne approfitta e fa scorta di ben-essere.</p>
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		<title>Massaggio Californiano</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 17:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola di Massaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Massaggio Californiano o massaggio mediterraneo o massaggio del corpo-mente-anima? Arrivano richieste d’informazione sulle differenze tra questo e quel massaggio. In particolare mi è stato chiesto se pratico e insegno il massaggio californiano. Mi è venuto di rispondere, ironicamente, che pratico il massaggio mediterraneo, visto che vivo nell’area mediterranea. Sono italiana all’80 per cento (origini materne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Massaggio Californiano o massaggio mediterraneo o massaggio del corpo-mente-anima?</h4>
<p>Arrivano richieste d’informazione sulle differenze tra questo e quel massaggio. In particolare mi è stato chiesto se pratico e insegno il massaggio californiano.<br />
Mi è venuto di rispondere, ironicamente, che pratico il massaggio mediterraneo, visto che vivo nell’area mediterranea.<br />
Sono italiana all’80 per cento (origini materne austriache), vivo in grecia, ho vissuto in altre parti del mondo e mi sento molto mediterranea come cultura e tradizioni.<br />
Per apprendere quello che pratico ho viaggiato tra europa, america e india.<br />
Ho sperimentato su di me massaggi di ogni tipo sia europei, (come “copyright”),  sia americani sia indiani.<br />
Una volta, ho avuto un problema alla schiena mentre ero in india. Mi hanno suggerito una clinica ayurvedica. Chiesi se fosse possibile ricevere un massaggio ayurvedico.<br />
Mi risero in faccia, dicendo che “ci sono le applicazioni che prescrive il dottore, non esistono i massaggi”.<br />
Qui in europa esistono scuole di massaggio ayurvedico. Boh! Non so che dire.<br />
Il copyright “massaggio californiano” è un bel nome per un bel massaggio totale.<br />
E’ un massaggio che tocca tutto il corpo, che avvolge. E’ una coccola.<br />
(Forse solo l’Oshorebalancing predilige dar attenzione, per un’ora e mezza, a una singola area.)<br />
Bello riceverlo, soprattutto quando la persona che lo esegue è “presente”, sa ascoltare il corpo che massaggia.<br />
La California è un posto molto piacevole, ho transitato, non vissuto, dove si possono ricevere massaggi di ogni tipo, tutti californiani appunto.<br />
Hanno nomi accattivanti e suadenti. Californian Holistic massage,Californian  therapeutic massage, Californian healing massage, easel massage (massaggio californiano) etc.<br />
Ho provato su di me “il massaggio californiano”, sia negli States  sia in Italia.<br />
Persone diverse, massaggio diverso.<br />
Molto vicino a quello che propongo e chiamo “massaggio olistico”. L’ho trovato, anche, cugino del “massaggio intuitivo”.<br />
Per questo ho difficoltà a parlarne. Suggerisco di sperimentarli…<br />
Secondo me essere toccati con rispetto e presenza è di per sé un regalo enorme. Al di là del nome.<br />
Le mani sono davvero il prolungamento del cuore, sono calde, leggere o forti, presenti o assenti.<br />
Posseggono la capacità  di portare amore o violenza a secondo di come vengono usate.<br />
Nel massaggio normalmente il contatto è “amorevole”. Magari a volte è distratto… Paradossalmente vanno bene entrambe le attitudini.<br />
In effetti chi ha ricevuto un amore distratto è spesso rassicurato. L’ancora d’amore che ha dentro, l’esperienza da bambino,  è simile. Qualora fosse toccato con Amore, potrebbe aver voglia di scappare. Spesso infatti queste persone si agitano o sfuggono “addormentandosi”.<br />
Va bene lo stesso perché, comunque, il corpo (inteso qui come anima) è affamato d’Amore. Il massaggio, comunque si chiami, è nutrimento d’amore per il corpo, la mente e l’anima.<br />
Mani educate al rispetto, alla presenza, alla grazia, alla fermezza amorevole, all’ascolto…. sanno trasmettere queste stesse cose e riaprono cuori “induriti” da una vita quotidiana vissuta all’insegna della dimenticanza di sé.<br />
La tecnica è utile ma non necessaria.<br />
Sostengo, ripetendo le parole del mio maestro Osho, “impariamo la tecnica per dimenticarla subito dopo”.<br />
Conoscere la tecnica è rassicurante, soprattutto quando la mente porta il dubbio, la paura del “cosa faccio ora”.<br />
A me è capitato di scoprire che “avevo inventato” delle tecniche. Non è vero nel senso stretto della parola. E’ però vero che, fidandomi dell’intelligenza delle mani, sono andata spesso oltre le tecnica apprese per poi scoprire, frequentando un altro corso, che “quella tecnica già faceva parte del mio bagaglio”.<br />
I nomi delle tecniche di massaggio, spesso, derivano dal nome di chi ha depositato il copyright. Ne ha fatto un marchio, a volte per salvaguardarne la qualità.<br />
Oshorebalancing è uno di questi. (leggi la storia), ma questo vale per Rolfing, P.I. (postural integration), massaggio californiano, Alexander tecnique, Amma therapy, Bowen, Esale massage, healing massage, auyrvedic massage e così via.<br />
In qualche altro articolo ho già detto che sono arrivata a scegliere “Oshorebalancing massage”, dopo aver ricevuto 10 sessioni.<br />
Avevo già una formazione in P.I. Tecnica di base molto simile. Anche P.I è una tecnica di massaggio connetivale e lavora sulla postura.<br />
E’ stato il “tocco” dell’Oshorebalancing a zittire la mia mente comparativa e scettica. Conquistò il mio cuore.<br />
Per frequentarlo misi in gioco la mia vita. Lasciai il lavoro “di ruolo” per avere il tempo necessario (tre mesi di corso residenziale) senza problemi di “visite fiscali”, giustificazioni rilasciate da medici..<br />
I soldi per andare negli U.S., dove sapevo esserci la scuola, li “trovai” vendendo  la casa in cui abitavo. Ancora oggi ringrazio il colpo di follia che mi guidò.<br />
Erano i primi anni 80.<br />
Quella scelta mi permise di sostenere il mio profondo desiderio di “conoscenza”, di tuffarmi nella corrente della vita, fare esperienze (e farle fare ai miei 3 figli), conoscere  gli esseri umani al di là delle parole e delle categorie di “pre-giudizio” che mi erano stati inculcati, incominciare a vivere “la vita”, riaprire il mio cuore spaventato e trovare il coraggio (azione del cuore) di “ricominciare da me”.<br />
Lavorare con queste tecniche mi ha dato l’opportunità di incontrare davvero migliaia di persone di varie parti del mondo e “conoscerle”.<br />
Mi ha aiutato a crescere. Mi ha permesso di sostenere altri “ricercatori” a trovare la loro strada di crescita e conoscenza.<br />
Lasciamoci toccare e..tocchiamo….<br />
Usiamo le nostre mani con l’intelligenza del cuore, per portare pace, armonia e un po’ di allegria in questo mondo un po’ impazzito.</p>
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		<title>Massaggio dei piedi &#8211; Riflessologia Plantare</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2007 07:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecniche di massaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessologia del piede, riflessologia plantare, massaggio metamorfico o semplicemente…Massaggio dei piedi? Onestamente non ho mai capito bene la differenza. Ricordo che quando feci il corso di formazione, uno dei miei due insegnanti, un simpatico (oltre che proprio carino) californiano (stile “Jesus Christ Superstar”…. ) mentre ci suggeriva dove e come toccare il piede, spiegava i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessologia del piede, riflessologia plantare, massaggio metamorfico<br />
o semplicemente…<strong>Massaggio dei piedi</strong>?</p>
<p>Onestamente non ho mai capito bene la differenza. Ricordo che quando feci il corso di formazione, uno dei miei due insegnanti, un simpatico (oltre che proprio carino) californiano (stile  “Jesus Christ Superstar”…. ) mentre ci suggeriva dove e come toccare il piede, spiegava i punti facendo riferimento alla tecnica detta “riflessologia plantare” e a quella chiamata “metamorfica” (letteralmente dal greco: oltre la forma) poi, ridendo, aggiungeva:<br />
“ricordiamoci, sempre, che stiamo massaggiando un piede, che appartiene a una persona che ci fa l’onore di fidarsi di noi”.<br />
Racconto questo perché quell’immagine e quella voce mi ha poi accompagnato nei miei tanti anni di lavoro.<br />
Mi sono anche ritrovata a ripeterla pari pari. Non come un papagallo. Ero arrivata a capire davvero il significato di quell’invito.<br />
E’ vero che nel piede c’è la mappa di tutto il nostro corpo e possiamo arrivare ovunque “incantandoci”  a toccare prima un piede poi l’altro.<br />
Possiamo accompagnare l’esplorazione del piede con  la visualizzazione della mappa riflessa.<br />
Immaginare, credere che stiamo toccando la spina dorsale, la testa (con ciò che c’è dentro…: cervello? Mente?), le gambe, le braccia,  tutti gli organi interni e molto altro. E’ altresì vero che possiamo ripercorrere, sempre attraverso il piede, la “mappa” del nostro programma pre-natale (vedi massaggio metamorfico). Mah…</p>
<p>L’unica, oggettiva, indiscutibile realtà è:<br />
stiamo toccando il piede di una persona che si mette nelle nostre mani!<br />
Dalle condizioni di un piede possiamo intuire molte cose.<br />
Toccando si sente (oltre che vedere) quali sono i punti in cui la persona scarica tutto il suo peso nel camminare. (Da che parte pende)<br />
Possiamo toccare e, a volte, sapere se la persona “usa i piedi” o “cammina con i piedi”.<br />
Qual è la differenza? Se la persona “sa  che sta camminando”, difficilmente c’è disarmonia tra i due piedi, tra l’avampiede e il tallone, tra la parte interna e quella esterna.<br />
I piedi sono il nostro piedistallo. Ci permettono di stare ben in equilibrio, ci sorreggono e, nell’andare avanti (o indietro), ci accompagnano passo dopo passo.<br />
Spesso il camminare è una metafora di come noi “camminiamo nella vita” oltre che sulla strada.<br />
C’è fiducia o no nei nostri piedi. C’è gratitudine o no?<br />
Essi sanno fare il loro lavoro anche senza di noi, esattamente come il cuore, il fegato, la milza, i polmoni, le ghiandole ….(etc.) le mani e le gambe, gli occhi, le orecchi, ma<br />
Spesso la paura, (leggi anche, shock, trauma, incidenti) ci ha priva della libertà di avere fiducia in noi stessi, nelle risorse naturali, nella conoscenza innata e quindi ci impadroniamo del “comando” e supponiamo di “saper camminare nel modo giusto”, oppure mimiamo “il modo giusto” preso in prestito da qualche parte.<br />
A questo proposito mi diverte fare una domanda. Avete mai notato che, spesso,  “moglie e marito”, dopo tanti anni di convivenza, camminano quasi allo stesso modo? Avete mai notato che anche i bimbi seguono di solito l’esempio?<br />
Siamo forse noi differenti?<br />
Il massaggio al piede, prolungato (almeno un’ora e mezzo) aiuta ad averne maggior coscienza.<br />
Dopo un simile massaggio spesso si ha la sensazione di stare davvero sui nostri piedi.<br />
Tutto il corpo ne trae giovamento, perché nei piedi (come in altre parti del nostro corpo) c’è la rappresentazione di tutto il nostro corpo sia interno che esterno.<br />
Se leggiamo il piede attraverso la mappa della medicina cinese, notiamo che quasi tutti i meridiani arrivano ai piedi.<br />
Stiamo parlando dei 4 elementi (acqua, aria, terra, fuoco) che determinano la nostra forma umana. Quando  convivono armoniosamente determinano la salute, altrimenti generano lo “squilibrio” che nel nostro linguaggio viene erroneamente chiamato “malattia”.<br />
Spesso massaggiando solamente i piedi si leniscono dolori posturali della schiena, gambe e braccia, si può abbassare la febbre, si migliorano stati di infiammazione dei vari organi, si lenisce l’emicrania. E molto altro.<br />
Come mai?<br />
Forse perché i piedi sono così lontani dalla testa? Forse!<br />
Più probabilmente perché i piedi, le nostre radici, contengono davvero la chiave dell’entusiasmo alla vita.<br />
E’ coi piedi che noi “andiamo verso”, l’avventura chiamata vita.  Sono i piedi che ci sorreggono. E’ coi piedi che “tastiamo” il terreno…<br />
Sui piedi c’è anche da ricordare quanto disprezzo è stato posto nel corso del tempo. Non tantissimi anni fa erano chiamati “le vergogne” tra i nobili, e, mostrarli, toccarli, era un gesto servile.<br />
Che dire dell’espressione “è fatta coi piedi”? Ha un significato dispregiativo, eppure si diceva (e forse dagli sciocchi ancora viene detta)!<br />
Eppure il vangelo racconta del lavaggio dei piedi di Cristo, da parte di Maddalena, come grande gesto di amore e umiltà.<br />
Tu che leggi, che rapporto hai con i tuoi piedi?<br />
Li conosci? Ti fidi? Li ringrazi mai</p>
<p>Potrei scrivere ancora milioni di parole, tutte vere,   in merito al “massaggio dei piedi”. Potrei parlare del Chou ha Ka, massaggio mongolo che partiva dai piedi, potrei….<br />
Preferisco proporvi una settimana di “corso sui piedi”, insegnarvi a farlo con sensibilità e amore,  farvi fare l’esperienza in prima persona, così da “sentire” e “capire” il senso del benessere fisico e psichico che ne deriva.<br />
Solo così potrete amare i vostri piedi e amare quelli che andrete a toccare, dopo essere stati toccati.</p>
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		<title>Cara amica ti scrivo …</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2006 16:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Disagio psicologico]]></category>
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		<description><![CDATA[Da sempre ho sentito una grande sete, un grande bisogno di conoscenza e amore, fin dalla mia nascita quando mi avevano dato per spacciato, alle varie volte che ho rischiato di morire, a quando me ne sono andato via da casa all’età di 10 anni… Nel corso degli anni ho provato molti percorsi “alternativi”, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre ho sentito una grande sete, un grande bisogno di conoscenza e amore, fin dalla mia nascita quando mi avevano dato per spacciato, alle varie volte che ho rischiato di morire, a quando me ne sono andato via da casa all’età di 10 anni… Nel corso degli anni ho provato molti percorsi “alternativi”, ma tutti mi lasciavano una infinita sete di conoscenza e confusione.<br />
Ho dovuto bloccarmi fisicamente a letto per ben sei mesi, per accorgermi che era ora di occuparmi seriamente di me e di andare a fondo del mio disagio. Sei mesi a letto per due ernie al disco in zona lombare con dolori acuti, difficoltà ad urinare, un nervosismo che cresceva sempre più. Fu così che conobbi il massaggio e ne fui talmente entusiasta che mi iscrissi al primo corso disponibile.<br />
Era la prima volta che davo spazio principalmente e prioritariamente al corpo. Molto dopo ho capito di essere passato da un approccio mentale ad uno corporeo. Non ho più rifatto la tac per verificare se ci sono ancora le mie ernie, semplicemente non sento più dolore, non mi blocco più e non mi sento limitato nella vita come invece mi sentivo prima.<br />
Soffrivo anche di eiaculazione precoce ed anche questo, attraverso l’approccio dell’Oshorebalancing, ora è solo un ricordo del passato. Se prima vivevo una sessualità scadente, tesa e infelice, ora è un momento importante e felice della mia vita. Infatti non è più uno scaricare, ma un caricarsi, non è più una tensione, ma un rilassamento, non è più un controllo, ma un piacevolissimo lasciarsi andare a tutte le sensazioni, all’energia che c’è in quel momento.<br />
L’Oshorebalancing mi ha aiutato e dato strumenti nella relazione con gli altri e naturalmente quella di coppia. Eravamo arrivati a un punto di automatismo, di sofferto sopportarsi e fare finta di niente.<br />
Ero solito ricercare emozioni forti per sentirmi vivo, per provare qualcosa, per ridestarmi da una depressione che durava anche mesi. Quando mi trovavo davanti ad una persona, specialmente se era donna e mi piaceva, non capivo più niente e fuggivo via. Poter ora rimanere presente davanti a una persona, sentire ciò che mi attraversa in quel momento, non dover più fuggire via con il corpo o con la mente, non staccare più la spina del sentire, ma anzi assaporare ciò che arriva, mi ha donato infinita libertà: io posso decidere. E questo a sua volta mi ha permesso di incontrare profondamente una persona, sentire con il cuore aperto quando anche lei se ne va via con la mente e non c’è più lì con te, sentire che tutto questo mi apparteneva, mi aiuta ad accettarla. Ricordo la mia compagna che alzava la voce, emozionalmente piena, e io invece emozionalmente non percepivo niente, non sentivo niente, avevo semplicemente staccato la spina con me stesso.<br />
Da sempre sentivo un odio più o meno espresso nei confronti di mio padre, lo accusavo di non esserci stato e di avermi lasciato quasi morire. Durante una seduta durante il corso, mentre mi massaggiavano il torace, sono entrato in un dolore acuto, intensissimo e dilaniante. Proprio entrandoci fino in fondo ho sentito una voce da dentro, una chiarezza che mi diceva che volevo solo dirgli “ti voglio bene”, d’un tratto non mi importava nulla di ciò che era successo tra di noi, rimaneva solamente “ti voglio bene papà”. Una guarigione.<br />
Ridere a crepapelle e poi immediatamente piangere e poi nuovamente ridere a seconda dell’emozione che passa. Provare compassione, sentire l’altro, vedere l’altro semplicemente per quello che è. E’ davvero straordinario, dona libertà. Non si deve più recitare una parte, siamo tutti eguali. Sì, io posso decidere di ascoltare, di agire o non agire.<br />
L’essenza della mia esperienza nel cammino della conoscenza attraverso il percorso biennale, si può riassumere nel silenzio e nell’incontro con il maestro, Osho. Non vi è nessun luogo da raggiungere, non vi è nessuna preoccupazione, nessun dovere, piano piano rimani solo, tu con te stesso, tutto d’un tratto tutto scompare, ti inebri di silenzio, tutto si ferma. Non so quantificare questo vuoto, questa unione con l’infinito. Un infinito silenzio. Non ci sono più preoccupazioni, ne nulla che ti opprime. I pensieri si placano. Non senti più che manca qualcosa, che non va bene. Ti senti semplicemente silente, eppure molto presente. Per un istante tutto si ferma. E’ un esperienza molto spirituale.<br />
L’Oshorebalancing non è una panacea a tutti i mali, ma un semplice strumento per riappropriarsi della propria vita e avere strumenti per affrontarla. E’ un condensato del lavoro di Osho, e io l’ho conosciuto attraverso di esso. Non mi sono mai fidato di chi promette guarigioni, di chi sa esattamente quello che va bene per te, ciò di cui hai bisogno. E così ho incontrato Unmila che mi ha semplicemente detto che tutto dipende da me, che lei può si aiutarmi a trovare strumenti, che può si condurmi nel mio viaggio interiore (chi sono io? Le mie paure, rabbie, dolori, gioia, piacere, fiducia) ma solo fino a dove c’è stata lei. e Spetta a me, solo a me vivere la mia vita, compiere il mio percorso. E’ questa la meraviglia di questo lavoro. Sarebbe una vita noiosa, se fosse sempre bello, la vita è fatta di tante cose, di tante emozioni, di tante sorprese belle o brutte che siano. In fondo non esistono il bello e il brutto: sono solo frutto della nostra mente.<br />
Non vi è niente da risolvere, ma tutto da vivere, da accogliere. Il mio ex dolore alla schiena non è un nemico da combattere, non è un problema da risolvere, è semplicemente una parte di me che vuole attenzione, che vuole comunicare con me. Avere gli strumenti giusti per leggere il mio corpo, le mie emozioni, la mia anima: questo è l’Oshorebalancing.<br />
Niseem<br />
gennaio 2006</p>
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		<title>Cosa mi ha dato frequentare il corso di massaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2006 16:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa mi ha dato il training? Sentire la rabbia e permettermi di esprimerla, sentire il dolore e riuscire a “perdere tempo” per piangere, consentirmi di sentire l’ansia che stringe lo stomaco, ammettere che esiste e non bloccarla automaticamente perché non va bene&#8230; e insieme concedermi di dormire fino a tardi e pensare con gratitudine che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa mi ha dato il training? Sentire la rabbia e permettermi di esprimerla, sentire il dolore e riuscire a “perdere tempo” per piangere, consentirmi di sentire l’ansia che stringe lo stomaco, ammettere che esiste e non bloccarla automaticamente perché non va bene&#8230; e insieme concedermi di dormire fino a tardi e pensare con gratitudine che è bello, stare sotto la doccia calda finché ne ho voglia, fare l’amore anche se sono le due di notte e al mattino devo lavorare, lasciare lì i piatti da lavare per il giorno dopo o cinque lavatrici da stirare, rispondere ai figli che non ne ho voglia di fare quello che chiedono, se in effetti non ne ho proprio voglia. Anche permettermi di accorgermi che una persona non mi piace e un’altra sì. Soprattutto, sentire: sentire la terra sotto i piedi, sentire il respiro che inonda tutto il corpo, sentire come si muovono la schiena, il bacino le spalle. Riuscire ad accorgermi quando “attacco la spina” alla mente e stacco tutto il resto, e allora il corpo diventa momentaneamente una macchina insensibile. Ancora di più, sentire quanto è bello venirne fuori, tornare a respirare, a guardarmi attorno, a volte stare lì senza fare niente.<br />
Quello che sento più importante è qualcosa come “fidati, e non avere paura”: c’è il dolore ma anche la felicità, e non posso sentire l’una senza l’altro. C’è la rabbia, ma insieme c’è anche l’amore. Può sembrare che un coltello mi squarti in due ma non muoio, e tornerò a piangere di gioia, ad essere grata alla vita. È un sentire difficile da mettere in parole, proprio perché è un sentire queste cose, non un saperle. Sapere è qualcosa che sta nella mente, appartiene alle tante parole logiche e razionali che uso nel mio lavoro, tutti i giorni, parole che si legano assieme come ordinate equazioni matematiche, con un loro elegante senso compiuto. Sentire appartiene al mio cuore, alla mia pancia, al mio respiro. Difficile spiegarlo con le stesse parole della mente: bisognerebbe sapessi scrivere poesie…<br />
Forse può sembrare che questo c’entri poco con il massaggio. Io, per lo meno, anni fa pensavo che i massaggi servissero per la manutenzione delle macchine corporee che ne avessero eventualmente bisogno – e, per fortuna, la mia non mi dava particolari fastidi. Oppure, i massaggi se li facevano fare quelle persone un po’ futili e superficiali (donne, soprattutto, ma anche qualche maschietto vanesio) che non avendo interessi più seri si dedicavano a modellarsi il fisico. Come, da qui, sia finita a frequentare un training di Oshorebalancing, sarebbe lungo da raccontare per intero. Dirò soltanto che è stato un bel regalo dell’esistenza, arrivato grazie a mio marito. A lui la mia gratitudine per questo dono meraviglioso, e a me il merito di non essermelo lasciato sfuggire. Quando lui ha iniziato il suo training, tre anni prima del mio, stavamo appena uscendo da un periodo di rottura, che per me resta in assoluto il più difficile della mia vita. Il peggio era passato, eravamo riusciti a restare assieme, ma non avevo ancora finito di “rimettere assieme i pezzi” di me stessa e del nostro rapporto. Il training l’ha cambiato e io mi sono accorta che, se restavo fuori da quel suo cambiamento, ci saremmo persi di nuovo. E non volevo. Così mi sono avventurata nel training successivo al suo, a fare per conto mio il mio pezzo di strada. La coltellata in pancia che mi era arrivata dalla vita è stata molto utile.<br />
Per spiegare cosa è cambiato bisogna che dica più o meno com’ero prima. Maggiore di quattro figli, ho passato l’adolescenza ad aiutare la mia mamma a tirare su le mie sorelle e mio fratello (o meglio, questo era quello che cercavo di fare per essere brava) e a prendere ottimi voti al liceo per mostrare al mio papà di essere intelligente come voleva lui. Quando sono uscita di casa, dopo la maturità, ho passato sei anni ad occuparmi di ragazzi “difficili”, allontanati dalle loro famiglie. Così a vent’anni andavo all’università, non prendevo mai meno di trenta (solo una volta, un ventinove) e avevo sulle spalle una specie di nuova famiglia di sette persone. Lezioni, studiare, spesa, pulizie, cucinare pranzo e cena, bucato, stirare, aiutare a fare i compiti… e quando andavo a sciare con il moroso c’era sempre qualche ragazzino che voleva venire con noi. Prima dei trenta ero sposata, avevo due figli miei, uno già all’ultimo anno di scuola materna, un lavoro a tempo “strapieno” con una carriera universitaria bene avviata, e non potevo “perdere tempo a piangere”, e – aggiungo adesso – anche a ridere troppo. Pensavo proprio così: una volta l’ho detto e mi sono davvero stupita dell’allibita reazione di chi mi ascoltava! Credo renda l’idea.<br />
Per tenere assieme una vita tanto perfetta, almeno secondo i miei personali canoni, non potevo permettermi di sentire troppe emozioni. E le emozioni stanno tutte nel corpo. Per non sentire le emozioni, il corpo diventa una macchina. Nel training ho trovato mani amorevoli che hanno saputo toccarmi facendo spazio a quello che c’era, così com’è. A mia volta ho potuto toccare altri, accorgermi come toccare ed essere toccati siano parti complementari della stessa esperienza. Il verbo toccare si riferisce sia al tatto, al senso fisico, che alle emozioni. Non credo proprio che sia un caso… Non sarebbe mai stato possibile fare questo lavoro soltanto con le parole, in particolare per me, che ero abituata a usare le parole con la logica della mente razionale.<br />
Per la prima volta mi sono trovata in una situazione nuova, in cui non c’erano un “giusto” o uno “sbagliato” predefiniti: quindi, non potevo sapere come fare per essere brava… molto, molto difficile per me! Lo è ancora adesso, certo. Ma mi accorgo che posso piangerci sopra, e molto più spesso ci rido sopra, mi arrabbio, mi permetto di sbagliare e così, credo, permetto di sbagliare anche agli altri, a mio marito, ai miei figli. Così mi permetto di vivere. Così, forse, è un po’più facile anche vivere con me… Grazie a Unmila e a tutti i miei compagni di avventura.<br />
Luisa<br />
gennaio 2006</p>
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		<title>Bodhywork per andare oltre al bodywork?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 08:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Unmila Malfatti]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi di Bioenergetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Come giocare col linguaggio&#8230;Ho coniato un modo di parlare del lavoro, sul e per il corpo, che parte da una considerazione &#8220;molto indiana&#8221;. Nei nomi che Osho ha scelto per noi, ogni volta che compare la radice &#8220;bodh&#8221; o &#8220;bodhy&#8221; Osho parla poi di consapevolezza&#8230; sapere con l&#8217;esperienza&#8230;. Per esempio il nome di un mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come giocare col linguaggio&#8230;Ho coniato un modo di parlare del lavoro, sul e per il corpo, che parte da una considerazione &#8220;molto indiana&#8221;.<br />
Nei nomi che Osho ha scelto per noi, ogni volta che compare la radice &#8220;bodh&#8221; o &#8220;bodhy&#8221; Osho parla poi di consapevolezza&#8230; sapere con l&#8217;esperienza&#8230;.<br />
Per esempio il nome di un mio amico &#8220;prembodh&#8221; ha a che vedere con una lunga spiegazione sulla consapevolezza d&#8217;amore&#8230;.(prem e&#8217; tradotto con amore) e non sto a citare i migliaia di altri nomi che conosco<br />
Cosi&#8217; eccomi qui ad estrapolare questa radice e parlo del lavoro sul corpo fisico (body) per passare alla consapevolezza (bodhy) dello stesso.<br />
Quello che conta in effetti non è tanto sapere d&#8217;avere un corpo, ma il punto è &#8220;essere consapevole&#8221; di averlo ed usarlo.<br />
Con le tecniche neurolinguistiche si impara, con la mente, il concetto di &#8220;meta-posizione&#8221;: essere fuori dall&#8217;identificazione ed osservare&#8230;i fatti, le emozioni&#8230;..senza coinvolgimenti particolari.<br />
Con le tecniche di massaggio, movimento e respiro si puo&#8217; diventare &#8220;testimoni&#8221; del proprio agire mentre si vive l&#8217;esperienza.<br />
Il testimone e&#8217; presente quasi per caso, non ha tempo di entrare nella dinamica dei fatti, vede e basta.<br />
Quando parlo della consapevolezza (&#8220;bodhy&#8221;), parlo di quella parte di noi, sveglia e presente, nell&#8217;agire del corpo, capace, nel contempo, di sentire, di osservare e, se necessario, intervenire col cuore (fiducia) e lasciar andare ancora di piu&#8217; cosi&#8217; da essere totalmente presente nell&#8217;azione stessa, qualunque essa sia, e lasciarla accadere&#8230;<br />
Spiegarlo con le parole e&#8217; un po&#8217; piu&#8217; complesso del viverlo.<br />
Un esercizio&#8230; per capirci<br />
Come punto di reciproca comprensione, propongo un esempio a te che leggi: spiega solo con le parole , a qualcuno, senza mimo o altro, ad alzarsi da terra in maniera circolare, come fanno i bambini o i vecchi per necessita&#8217;&#8230; per intenderci.. Se fai questo esperimento, capirai come sia difficile spiegare l&#8217;ovvio, e nel contempo, sono certa che stai gia&#8217; afferrando il concetto..<br />
Oshorebalancing come bodhywork: lavoro per la consapevolezza del corpo, mente, anima&#8230;..<br />
Quando parlo del massaggio Oshorebalancing, , come &#8216;bodhywork&#8221;, per esempio, mi riferisco proprio a questo: sia io che massaggio, sia la persona massaggiata, diventiamo un&#8217;unica cosa per quanto riguarda la percezione e la consapevolezza. Piu&#8217; sono presente, piu&#8217; l&#8217;altra persona e&#8217; facilitata ad esserci.<br />
Spesso &#8220;sento&#8221; nel mio corpo-mente quello che sentono i toccati, e so che e&#8217; mio come d&#8217;altri&#8230;Staccare le mani e sapere che e&#8217; il contatto che facilita &#8220;quel&#8221; sentire e un tutt&#8217;uno.<br />
&#8220;Quel particolare punto di contatto&#8221; fa parte di un tutto (il corpo), che in quel momento e&#8217; percorso da riflessi (calore, elettricita&#8217;, piacere, dolore) del particolare punto di contatto. (la riflessologia ha molte mappe nel corpo: testa, piedi, mani, spina dorsale, pancia, occhi, orecchie &#8230;ma&#8230; ogni punto e&#8217; collegato col tutto&#8230;)<br />
Questo, per me, vuol anche dire &#8220;diventare consapevoli&#8221; del proprio corpo nei vari livelli o &#8220;corpi&#8221;.<br />
Il corpo fisico, e&#8217; come le scatole cinesi: piu&#8217; vai dentro, piu&#8217; vai a toccare il riflesso del corpo piu&#8217; sottile che si espande all&#8217;esterno.<br />
Spesso la persona massaggiata, all&#8217;inizio e&#8217; confusa&#8230;e non sa come definire l&#8217;esperienza se non con un generico &#8220;sto proprio bene&#8221;, e&#8217; &#8220;molto bello&#8221;.<br />
Non accetto molto queste espressioni generiche, e chiedo di piu&#8217;&#8230;.Cosi&#8217; arrivano frasi come &#8220;piu&#8217; per terra, ..piu&#8217; lunga&#8230;piu&#8217; calda&#8230;.piu&#8217;&#8230;&#8230;.&#8221;<br />
Il &#8220;piu&#8217;&#8221; sta al posto di un semplice MI SENTO e mi sento O.K.<br />
&#8220;Questo benessere sie tu&#8221; affermo io, &#8220;questo e&#8217; quello che c&#8217;e&#8217; dentro&#8230;&#8221;<br />
Spesso aggiungono &#8220;speriamo che duri&#8221;&#8230;<br />
Significa che la realta&#8217; esterna facilmente influenza lo stato di benessere del corpo-mente-anima? Come mai? Il lavoro in seguito serve a questo: capire come facciamo a perderci continuamente&#8230;.dietro a&#8230;stimoli esterni che risuonano dentro vecchie coazioni rassicuranti di sopravvivenza.<br />
Il calore ed elettricita&#8217; fanno parte dell&#8217;aspetto fisico. Il dolore affonda le sue radici nel corpo mentale e in quello emozionale.<br />
Il piacere e&#8217; spesso il nostro ponte per avvicinarci a quello &#8220;spirituale&#8221;.<br />
Rimanere in uno stato di ben-essere e&#8217; una questione di consapevolezza!</p>
<p>RIPARTI DAL CORPO, riparti da TE&#8230;.. e.. usa la tua Intelligenza&#8230;.per Te<br />
Ne vale proprio la pena, ovvero la fatica (a volte).<br />
Non e&#8217; un tornare indietro, ma un grande passo in avanti ripartendo da dove siamo, ovvero biologicamente adulti&#8230;.<br />
Ho sentito e letto molte chiacchierate del Maestro e molto spesso gli ho sentito dire parole che ci invitavano a &#8220;partire dal corpo&#8221; come lavoro di consapevolezza.<br />
Perche&#8217; il corpo e&#8217; &#8220;l&#8217;unica cosa che non sa mentire&#8221;, perche&#8217; &#8220;il corpo e&#8217; la nostra prima casa&#8221;, perche&#8217; &#8220;vivere nel corpo vuol dire vivere vicino alla nostra verita&#8217;&#8221;.<br />
Perche&#8217; &#8220;il mondo si e&#8217; rifugiato nella mente ed ha perso di vista il cuore, il corpo..&#8221;<br />
E ancora per farci capire anche con la mente ci ha spesso ricordato come la mente possa essere manipolata dall&#8217;educazione ma non l&#8217;&#8221;intelligenza&#8221; la nostra dote originaria.<br />
L&#8217;intelligenza puo&#8217; essere ingabbiata dal condizionamento ideologico, ma chi o cosa comprende (nel senso di -prendere dentro) e agisce poi il condizionamento?<br />
La nostra intelligenza primaria.<br />
Essa SA cosa sia veramente bene o male per noi.<br />
Succede, allora, che il canale preferenziale di questa Intelligenza diventi il corpo, con i suoi adattamenti o disadattamenti al nostro agire.<br />
Come parla il corpo? Esprime il linguaggio dell&#8217;&#8221;inconscio&#8221;. Non si puo&#8217; imbavagliare la voce dell&#8217;anima!<br />
Dolore, paura, tristezza, rabbia (cito le emozioni primarie) rendono il corpo contratto, ruotato, malato&#8230;deprivato di energia vitale.<br />
Piacere, gioia, allegria eccitazione espandono&#8230;fanno scorrere l&#8217;energia di vita&#8230;<br />
Quanto siamo in contatto con la nostra voce interna? In base alla mia esperienza posso permettermi di affermare: Poco.<br />
Per esempio, tu che stai leggendo, sai, senti come stai seduto? Sei in contatto col tuo respiro? Senti e/o vedi cio&#8217; che hai intorno? Stai leggendo con la mente o con la tua intelligenza? (il tuo cuore?)<br />
Quando e se cammini, balli, lasci che il corpo faccia la sua danza i suoi movimenti o dirigi tu con la tua mente?<br />
Quando sei in meditazione ti senti spesso disturbato dall&#8217;esterno? Se si&#8217;, vuol dire che sei ancora nella mente e stai &#8220;facendo&#8221; meditazione, non permetti che accada&#8230;.<br />
Bodhywork e&#8217; tutto questo: consapevolezza del qui ed ora, e&#8217; meditazione nella meditazione.<br />
Massaggio, respiro, danza, pittura, vivere la vita&#8230;. come meditazione&#8230;<br />
Poiche&#8217; il mio lavoro da quasi 20 anni, la mia meditazione quotidiana per ora, e&#8217; il massaggio OSHOREBALANCING&#8221;,<br />
posso assicurare che ci facciamo un grande regalo quando ci diamo il permesso di stare sdraiati su un lettino, lasciarsi toccare per un&#8217;ora e mezzo, avere l&#8217;opportunita&#8217; di sentire e osservare, da dentro, senza giudicare o essere giudicati &#8220;dove, come e quando&#8221; fuggiamo nel pensiero, nelle emozioni, nel sonno&#8230;..<br />
Non agire, sentire, ascoltare, , respirare, muovere-senza muovere. Testimoniare il proprio esistere&#8230;.<br />
Il contatto ci riporta molto facilmente nel corpo, e spesso e&#8217; piacere. Quindi: espansione, fiducia, apertura.<br />
Da questo spazio tutto e&#8217; facile, anche accettare, a volte, il dolore momentaneo, quando c&#8217;e&#8217;. La trasformazione di quest&#8217;ultimo accade proprio nell&#8217;accettazione dello stesso, ed il respiro o il movimento consapevole ne e&#8217; lo strumento.<br />
Ma la consapevolezza e&#8217; anche lasciare che il corpo respiri, che danzi, che giochi con le sue molteplici risorse&#8230;,<br />
ESERCIZIO 2<br />
Ancora un esempio: se hai male da qualche parte, fai un qualunque movimento lento, fino ad arrivare a sentire quel particolare punto di dolore&#8230;..respiraci dentro una, due, tre volte&#8230;Poi fai la postura opposta e simmetrica e respiraci dentro&#8230;altrettante volte.<br />
Ripeti tre volte l&#8217;esercizio e poi ascolta&#8230;. se e quanto si e&#8217; modificato il dolore.<br />
Molto spesso il dolore si riduce, quando non scompare&#8230;e se ritorna&#8230;prova ad osservare qual&#8217;e&#8217; la circostanza&#8230;e modifica la postura, il respiro, il modo di muoverti, i tuoi pensieri&#8230;&#8230;<br />
E&#8217; un po&#8217; come mettere la mano laddove c&#8217;e&#8217; un dolore&#8230;La mano cura&#8230;quanto l&#8217;attenzione alla parte.<br />
Mi auguro di aver raggiunto qualcuno di voi con le mie parole, così come mi auguro che colleghi &#8220;bodhyworkers&#8221; nell&#8217;area del lavoro ispirato alla visione di Osho, si esprimano in questo senso, semplicemente evidenziando il fine del proprio lavoro, (meditazione) oltre che la descrizione delle tecniche&#8230;.pur sempre utili&#8230;&#8230;e necessarie&#8230;.</p>
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		<title>Perche’ fare un ciclo di dieci sedute?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 08:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unmila Malfatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Unmila Malfatti]]></category>
		<category><![CDATA[Guarigione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di massaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sedute il rapporto è individuale. Si lavora sulla persona, si lavora sulla &#8220;corazza caratteriale&#8221; andando a &#8220;manipolare&#8221; fasce muscolari, tensioni articolari, contrazioni profonde con tecniche via via più leggere. Più si va in profondità, più leggero diventa il tocco. Paradosso non è vero? Di fatto le difese del corpo sono stratificate. Porto l&#8217;esempio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle sedute il rapporto è individuale. Si lavora sulla persona, si lavora sulla &#8220;corazza caratteriale&#8221; andando a &#8220;manipolare&#8221; fasce muscolari, tensioni articolari, contrazioni profonde con tecniche via via più leggere. Più si va in profondità, più leggero diventa il tocco. Paradosso non è vero?<br />
Di fatto le difese del corpo sono stratificate. Porto l&#8217;esempio della cipolla, tutti i suoi strati, per arrivare al cuore della cipolla bisogna via via, togliere strati su strati. Quelli esterni sono pi_ spessi e duri. Quando si arriva al cuore….Sorpresa! c&#8217;è il vuoto.<br />
CosÏ per noi esseri umani&#8230;<br />
Più si va al centro, sempre più c&#8217;è …&#8221;il nulla&#8221; (o il tutto). In quel nulla il tocco deve essere leggero, sensibile, quasi sensitivo, estremamente presente.<br />
Solo in questo modo si favorisce la possibile esperienza dell&#8217;estasi, del benessere pi_ grande, qualcuno la chiama trascendenza &#8220;era come se non ci fosse pi_ il corpo, mi sentivo fluttuare, mi sono sentita/o luce, calore, fuoco, libertà, felicità…….&#8221; Insomma tutti gli aggettivi , gli attributi, i concetti per descrivere il meglio sulla terra. Ed ancora sono approssimazioni, perché quello spazio Ë un&#8217;esperienza che le parole &#8220;sporcano&#8221;, limitano.<br />
Quello che so per esperienza vissuta in prima persona e per interposta persona (cliente) Ë che già nell&#8217;ambito delle sedute individuali quella che viene chiamata &#8220;conoscenza del chi sono io&#8221;, comincia a fare capolino sotto forma di esperienza vissuta, quindi non parole prese in prestito, ma realt‡ vissuta. Verità. Ognuno con la sua esperienza individuale unica, e nello stesso tempo simile, comune ad altri, condivisibile, speciale, da un lato, e molto comune dall&#8217;atro.<br />
Questo Ë l&#8217;ambito dove lo straordinario diventa ordinario.<br />
Mi rendo conto che Ë molto difficile trasmettere questo concetto ma io ci ho provato con le mie parole.<br />
Con le seduteindividuali si può arrivare a cambiare prospettiva dal punto di vista fisico, ci si riallinea rispetto alla forza di gravità da cui ci siamo allontanati grazie alle nostre paure, shock, traumi fisici e psichici, che hanno causato rotazioni, compressioni, tensioni, accorciamenti, dolori, malattie.</p>
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