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Corso di Massaggio Joint Release

Dal 12 al 17 Ottobre – a Ierapetra(Creta),  si terrà il primo modulo del training di Osho Rebalancing.
La tecnica del Joint Release, un modo potente e giocoso per lavorare sulle tensioni profonde nascoste tra le giunture di tutto il corpo.

Puoi usarla indipendente da qualsiasi altro lavoro tu svolga, è molto potente.

Lasciare andare tensioni “antiche”.

Il Joint Release trae le sue origini dall’approccio del fisioterapista americano Milton Trager:

La tecnica Trager è essenzialmente una comunicazione che si stabilisce tra l’educatore e l’inconscio del soggetto in trattamento per mezzo di movimenti ritmici e piacevoli: il messaggio è una proposta di libertà di movimento, sollievo dal dolore, consapevolezza del proprio fisico ed osservazione interiore.

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La tecnica utilizzata nel lavoro Trager sul lettino è costituita principalmente da compressioni leggere, allungamenti, dondolii, flessioni e manovre di mobilizzazione. Il soggetto è passivo; l’educatore varia spesso i movimenti per evitare l’aiuto “volontario” negli stessi.

Milton Trager soleva dire: “Il mio lavoro mira al contatto con la mente inconscia della persona. Ogni manovra, ogni pensiero comunica il modo in cui si dovrebbe sentire il tessuto se tutto fosse perfetto.

Tutto sta nella mente ed è questa l’unica cosa che mi interessa. Sono convinto che per ogni condizione fisica di rigidità esiste un blocco psichico nell’inconscio di intensità corrispondente. Il Trager consiste nell’uso delicato delle mani per agire su modelli psicofisici profondi ed interrompere la loro influenza sui tessuti del corpo. Questi modelli spesso si sviluppano come risposte a circostanze avverse, quali incidenti, interventi chirurgici, malattie, cattiva postura, traumi emozionali, stress della vita quotidiana e sedentarietà. Lo scopo del mio lavoro è interrompere questi modelli sensoriali e mentali che inibiscono la libertà di movimento e causano dolori ed alterazioni nelle funzioni ordinarie. Il mio approccio è quello di comunicare al paziente che cosa significa sentirsi bene, nel senso di un corpo-mente funzionalmente integrato. In questo modo i modelli inibitori sono dissolti all’origine – la mente – e il paziente può sperimentare benefíci duraturi. Il risultato è un miglioramento generale.”

Durante la sessione l’educatore lavora rilassato e leggero egli stesso, in ascolto di sé e del soggetto, in uno stato di coscienza simile a quello della meditazione o del training autogeno. Trager lo ha chiamato hook-up, connessione.

Il fruitore, dal canto suo, sperimenta la sessione come un’esperienza molto piacevole. I movimenti sono dolci e non invasivi. Le manovre di dondolio sono ipnotiche e rilassanti. Le variazioni dei movimenti riducono la possibilità di prevedere le azioni, incoraggiando l’esperienza passiva.

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