Intervista a Anubuddha : attivita’ fisica e buona salute

Parlavate anche di argomenti che non riguardavano i trattamenti?

Sì, molti argomenti diversi. È difficile ricordare tutto. Ho preso pochissimi appunti. Centocinquanta trattamenti sono tanti, e non mi restano che cinque o sei pagine di appunti. Si parlava di cose pratiche, come sistemare la stanza ad esempio, ma ho anche annotato alcune delle altre cose che mi diceva. Nella maggior parte dei casi non ho mai voluto prendere note.Quello che era successo il giorno prima,non posso dire fosse irrilevante,ma praticamente lo era, perché il giorno seguente era così denso e nuovo e diverso …

Ricordo un commento molto interessante:una volta Anando, che era una delle sue segretarie, disse che era sempre molto intenso lavorare vicino a lui,perché non si poteva mai fare affidamento su quello che era successo il giorno prima, ieri era sempre un passato più che remoto. Abbiamo avuto un bellissimo trattamento ieri, tutto era perfetto, ma oggi è oggi, amico mio,e c'è di sicuro qualcosa di nuovo. Era sempre come … un miracolo.

Osho parla della necessità di una nuova educazione corporea per permettere alla gente di rilassarsi veramente.Lui era estremamente rilassato con il corpo. Sebbene si stesse ormai avvicinando ai sessant'anni, potevi ancora sentire che quel corpo era stato molto attivo, anche se per quasi quindici anni non avesse fatto proprio nulla. Era successo qualcosa di davvero singolare:verso i quarantadue o quarantatre anni aveva praticamente smesso di muoversi,mentre prima di allora era stato molto attivo anche da un punto di vista fisico. Si era dato davvero da fare.

Gli hai mai consigliato una qualche attività fisica?

Non proprio; al massimo gli chiedevo di voltarsi se io stavo massaggiando mentre era sdraiato sulla pancia e avevo bisogno che si girasse – altrimenti non gli dicevo proprio nulla. E anche così, lui ci scherzava sopra. Era davvero divertente.

Spesso ero presente quando arrivavano medici da fuori per visitarlo. Un'esperienza molto Interessante: questi dottori pensavano scmpre di essere tenuti a sapere cosa c'era  di sbagliato,per cui stilavano una diagnosi precisa cui poi facevano seguire qualche rigoroso programma di cura.

Una volta uno di questi medici disse a Osho che doveva iniziare a fare esercizio fisico. LUI non sembrava per niente convinto, per cui il dottore cominciò a spiegargli dettagliatamente perché era così importante, nel tentativo di convincerlo. Quando se ne andò,Osho gli rivolse un gentile sguardo di commiato, la porta si chiuse, lui aspettò un secondo e cominciò a ridere.Fino a quel momento era stato molto gentile, sembrava totalmente d'accordo col dottore, ma dopo che se ne fu andato disse: "Non farò alcun esercizio fisico." Quindi mi chiese: "Tu che ne pensi?"A me in realtà piace molto lo yoga, che è un tipo di esercizio fisico, e sono sempre stato uno sportivo; però ho sempre pensato che invecchiando l'esercizio fisico non sia davvero molto salutare.

Quando sei giovane giochi e usi molto il corpo, ma penso che le idee correnti su cosa mantenga l'uomo in buona salute quando invecchia non siano davvero corrette. Per me l'esercizio fisico di per sé non è la soluzione giusta; dovrebbe succedere in modo molto più naturale, oppure attraverso la meditazione o comunque lo sviluppo della consapevolezza del corpo.Quindi non avrei mai detto a Osho:"Fai esercizio fisico". Ma lui mi stava chiedendo cosa ne pensassi, e cosi' glidissi che l'unica cosa che mi veniva in mente era che lui si muoveva già tutti i giorni per venire a tenere i discorsi in Buddha Hall. Al che rispose che certe volte, mentre stava parlando, il suo corpo era così partecipe in quest'azione che si scordava del dolore.A quel punto tutto quello che potevo suggerirgli era di muovere di più la testa mentre parlava: siccome il dottore gli aveva consigliato di fare esercizi per il collo, avrebbe potuto guardare di più in giro per la Buddha Hall.E poi mi misi a ridere.Lui mi chiese il perché. Gli spiegai che conoscevo molte persone che cercavano di sedersi in un certo punto davanti a lui, perché per la maggior parte del tempo la sua testa era voltata in quella direzione e quindi in quella posizione si avevano maggiori probabilità di un contatto visivo. Cominciò a ridere,e io dissi che le persone desideravano realmente vedere i suoi occhi mentre stava parlando – e questo lo fece ridere ancora di più.Ma quella sera, durante il discorso, ad un certo punto si fermò e disse: "Adesso devo fare dell'esercizio fisico", e cominciò a girare la testa in tutte le direzioni.Era davvero buffo. Scatenò un mare di risate.Sono convinto che quello che lui diceva,che l'essere naturali fa bene anche alla salute, sia assolutamente vero.Osho non aveva nulla da fare – se ne stava seduto in camera per lo più – quindi si rilassava e basta. Siccome non aveva nulla da fare, non faceva nulla.

So che hai provato qualche macchina da ginnastica passiva concepita apposta per lui

…Non erano concepite apposta per lui.Quando sentimmo parlare di queste macchine, alcuni di noi pensarono che sarebbero state ottime per Osho, perché lui diceva sempre: "Non faccio esercizio fisico, non voglio farlo". Non ho mai consigliato alcuna cura a Osho,ma quando arrivarono le macchine lui mi chiese di imparare a usarle per poi spiegarglielo. Ero molto contento, perché la cosa era divertente, ma da parte mia avevo intuito che queste cose non andavano d'accordo con la sua energia.Innanzitutto, la macchina ha un motore che vibra, e se sei sensibile queste vibrazioni ti danno molto fastidio.A ogni modo, penso che Osho volesse farmi vedere che era ben disposto a fare qualsiasi cosa fosse necessaria per la cura del suo corpo.

È così buffo essere insieme a qualcuno che si preoccupa e non si preoccupa  allo stesso tempo:lui non si curava del corpo, ma allo stesso tempo se ne curava totalmente.È difficile da spiegare. Diciamo che non se ne preoccupava nel senso che non aveva tensioni, preoccupazioni o mancanza di fiducia. .

Ma poi ha veramente utilizzato queste macchine?

Sì, ricordo ancora il giorno in cui venne a provarle per la prima volta: era una situazione comica, avrei voluto avere una macchina fotografica. Avevamo attrezzato una stanza (ora è quella con lo studio dentistico) con diciassette diverse macchine disposte secondo una sequenza logica di movimenti corporei. E lui arriva con dei calzettoni bianchi da atletica – tirati su fin molto sopra al ginocchio – i pantaloncini e, sopra, un accappatoio blu molto casual, e dice: "Okay, sono pronto. Da dove cominciamo?" con un tono da atleta professionista prima di un allenamento. All'inizio disse che queste macchine erano interessanti: potevano essere usate per aiutare l'osservazione e rendere piu'  facile il disidentificarsi dal corpo. Ma dopo una decina di giorni disse che quelle macchine erano tremende,che dovevamo portarle via, e di non portare più altre cose da provare,per favore. Era come se avesse fatto questo tentativo più che altro perché i sannyasin volevano che ci provasse. Erano le persone che si prendevano cura di lui che insistevano nel provare qualsiasi cosa potesse farlo star meglio.

Si sentiva meglio dopo i tuoi trattamenti?

Diceva di sentirsi meglio e che gli piacevano  moltissimo. Per quanto mi riguarda,non avevo mai dato cosÌ tante sessioni a nessuno.Questa è una cosa che ho visto Osho fare con molti sannyasin, non soltanto con me: se ti chiedeva di fare qualcosa,era sempre ciò in cui eri in qualchemodo esperto, ma ogni volta lui lo trasformava in un modo tale che non potevi più farlo nel modo in cui eri abituato. E cosi' diventava una situazione totalmente nuova.Fare trattamenti ogni giorno alla stessa persona per oltre sessanta giorni è un fatto molto insolito e non sai mai come risponderà il corpo in tutto questo tempo: non puoi fare a meno di pensare che il corpo comincerà a stancarsi di ciò che stai facendo, e in realtà non puoi saperlo!Ma con Osho era sempre molto facile:se mi diceva che in qualche modo i miei trattamenti gli giovavano, era chiaro che continuavo a farglieli.

Nel rebalancing, il tipo di massaggio che pratico maggiormente, di solito si dà un trattamento alla settimana, in modo tale che il corpo abbia il tempo necessario per assestarsi. Ma noi ne facevamo una o due al giorno, sì,qualche volta anche due al giorno.Penso che in quel momento un aiuto fisico di questo tipo fosse molto utile al suo corpo.Lavoravo su tutto il corpo, da cima a fondo, dai muscoli più profondi a quelli piu' in superficie, dal lavoro sull'energia a quello su tessuti muscolari veramente profondi. Mi accorgevo di come lui sentisse che rispettavo profondamente il suo corpo e non esageravo nell'approccio terapeutico. E così potevo fare molte cose. All'inizio non ero sicuro se preferiva dei tocchi gentili e leggeri, o forti e decisi. Scoprii che gradiva entrambi. In realtà, era il suo corpo che li voleva entrambi. Così furono dei trattamenti molto pieni. E  lui mi diceva sempre dove fermarmi dipiù, dove dare più energia; anche perché già fin dai tempi di Pune 1 (1974-1981) aveva avuto qualche fastidio alla schiena e non ne era mai guarito.Per un po' era stato meglio, ma poi aveva continuato ad avere dei disturbi.Qualche volta lo giravo, lo muovevo,e lui era così rilassato, che mentre, per esempio, gli muovevo un braccio, poteva continuare a parlare e il braccio non diventava teso. Non aveva bisogno di smettere di parlare, io gli potevo muovere il braccio e lui nel frattempo mi raccontava qualcosa.

Come bodyworker era straordinario toccare una persona così capace di rilassarsi totalmente, ma come discepolo mi sentivo in una situazione irreale, in cui Osho era ricettivo e io attivo. Ancora non posso credere di aver ricevuto un simile regalo!Mi rendevo conto che Osho si fidavaveramente di me, non si proteggeva in alcun modo, così che il nostro diventava un momento di vera intimità; sentire da parte sua così tanta fiducia ha avuto molta importanza per me.Per un po' ho pensato che la sua energia vitale – l'energia di cui usufruiamo tutti – riuscisse a fargli superare questa situazione; ho anche pensato che i trattamenti avessero realmente una forza maggiore del male: mi accorgevo che si sentiva realmente meglio,mentre prima non riusciva neppure a camminare. In quei giorni creò la Mystic Rose e Born Again, furono cioè momenti pieni di energia.D'altro lato mi accorgevo anche che non c'era niente che io potessi realmente fare , e questa sensazione mi accompagnava costantemente. Potevo fare del mio meglio, ma sembrava che il suo corpo avesse qualcosa che non si poteva curare. Ed ecco perché do credito all'ipotesi dell'avvelenamento,perché tentammo veramente ogni  tipo di cura.

Ti ricordi dell'ultimo trattamento chegli hai fatto?

Se me lo ricordo? Sì, fu bellissimo, sì.Allora non sapevo che sarebbe stato l'ultimo, lo avrei saputo dopo. Forse non fu l'ultimo trattamento! Ci incontriamo ancora … in forma diversa.Sì, fu proprio una bella esperienza.Non credo che un uomo possa essere più elegante e piu' bello. Solo il modo in cui si muoveva … non credo che un uomo possa muoversi con una regalità maggiore della sua e, al tempo stesso,essere senza pretese, come se nel muoversi non tenesse per nulla conto della presenza degli altri. C'era solo lui, con se stesso, che si muoveva! Non credo che si potesse migliorare la forma,quanto al contenuto … voglio dire …era semplicemente incredibile!

da Osho times 1999

 

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