Massaggio e schiena

Il massaggio alla schiena si espande in tutto il corpo, è un massaggio per allineare la postura, per allentare le tensioni, i dolori alla spina dorsale, al bacino, al fondo schiena, al collo…

Spina dorsale o colonna vertebrale?
Se dico colonna penso a qualcosa di molto duro e rigido.
Se dico spina dorsale mi viene in mente un pesce, la flessibilità, la leggerezza, la libertà…

Ho pensato di parlare un po’ di cosa significhi “massaggiare la schiena” e quali siano le tecniche migliori da me sperimentate e poi proposte sia nelle sedute individuali sia nel corso di formazione dell’Osho Rebalancing.

Quando un/una cliente arriva lamentando dolori alla schiena, innanzi tutto indago se ci siano patologie in corso ed eventualmente chiedo i referti clinici.
In effetti lavorare su un corpo “operando o operato” richiede una maggior attenzione e un approccio molto delicato perché, oltre al trauma sottostante (che ha portato all’operazione), c’è quello più recente dell’intervento stesso.
Suggerisco,quindi, tecniche “dolci” per cominciare, quali: joint release, massaggio olistico, digitopressione, craniosacrale, rebirthing, massaggio riflesso (riflessologia), tecnica Bowen, zen Shjatzu.
Quando nel corpo è tornata a fluire la fiducia posso cominciare ad “entrare” col massaggio connettivale e lavorare insieme alla persona a spazzare via i brutti ricordi, ciò che non c’è più.
Fare spazio al nuovo.

Da dove viene il mal di schiena?
Sicuramente da una postura originaria (allineamento con la forza gravitazionale) modificata.

Cosa ha fatto modificare la postura?
Traumi (a volte prenatali), incidenti piccoli e grossi, malattie, paure, che, nel loro sommarsi, hanno generato le contratture dei muscoli. Queste si sono compensate naturalmente (il sistema corporeo è molto intelligente e pieno di risorse) per continuare a stare “in piedi”.
Faccio un esempio molto banale: pensiamo ad un gran mal di pancia.
Come rispondiamo? Cosa facciamo?
Ci pieghiamo in avanti contraendo la muscolatura anteriore per non sentire male. Cosa ne consegue? La muscolatura posteriore asseconda questa contrattura e, in certi punti, si allunga.
Se il dolore persiste il corpo si abitua alla nuova posizione, si adatta, e va avanti.
Se il mal di pancia era dovuto, per esempio, a scariche colitiche, anche la muscolatura preposta all’apertura e chiusura dell’ano si era messa in tensione per “tener stretto”.
Provate ad immaginare quanto sforzo e tensione c’erano nell’area addominale, nei glutei, nelle gambe, nel respiro, nei muscoli dorsale, nella mascella, nel collo.. e così via.

Quando il malessere passa, resta il ricordo. Esso si annida nei muscoli. Basta un piccolissimo accenno, non necessariamente altrettanto grave, a volte anche solo il vedere, sentire, qualcuno che soffre dello stesso male… la contrattura è istantanea, involontaria.

Con la kinesiologia è facile indagare attraverso la forza o debolezza dei muscoli e trovare la via per ripristinare “la calma”.
Ho fatto l’esempio del mal di pancia non a caso. Spesso molte patologie della schiena (che sta dietro) hanno la loro origine sul davanti.
Muscoli addominali rilassati spesso generano dolori alla parte inferiore della schiena (contrazione) che si ripercuotono su quella superiore.
E ancora.
Gli organi interni, tutti, sono in qualche modo legati alla spina dorsale attraverso i “legamenti”. Diciamo in maniera banale che “si attaccano” alla schiena. Più o meno alle vertebre che stanno alla stessa altezza.
Ne consegue che piccole o grandi patologie degli organi interni arrivano fino alla schiena, alla spina dorsale.

La spina dorsale ha una forma curiosa:
33 anelli (ossei), uno sopra l’altro, proteggono il flusso del midollo spinale e i nervi (che viaggiano attraverso i fori intervertebrali), e tra uno e l’altro ci sono dei “cuscinetti” di cartilagine “per ammortizzare” i colpi.
Ne deriva che la spina dorsale racchiude in sé la nostra linfa vitale (midollo spinale), sostiene i nostri organi, contiene le informazioni nervose, ha il compito di mantenerci “eretti” in stretta collaborazione con i muscoli.

Cosa vuol dunque dire un massaggio alla schiena?
-Se viene usata la tecnica del Joint release , lavorare gioiosamente sugli spazi intervertebrale.
Questo significa che riporto la flessibilità attraverso il movimento (tolgo la ruggine!) che a sua volta ridà spazio al flusso spinale che fluendo “ringiovanisce” ogni cellula, che i nervi possono a loro volta portare informazioni corrette al comando del movimento.
Per concludere, riarmonizzo ciò che era andato in confusione e quindi in “arresto” da panico.
-Se uso la tecnica “Cranio sacrale” mi metto in ascolto del movimento che il flusso spinale genera e, pazientemente, con movimenti minimali aiuto laddove il movimento non arriva, a ritornare.
-Quando scelgo di utilizzare solo il respiro (Rebirthing), aiuto la persona a “massaggiarsi” dall’interno, a sentire dove il respiro non arriva e invito a portarcelo, assisto ad una rigenerazione dall’interno.
-La tecnica Zen Shjatzu, riporta l’equilibrio dei 4 elementi secondo la visione della medicina orientale. Si avvale del tocco, della digitopressione, usato in modo molto delicato, (sentire le pulsazioni, il pieno e il vuoto) ed è particolarmente adatto a chi ha una bassa soglia del dolore.
L’uso del Massaggio Connettivale è molto utile per riallineare la postura  così da poter usufruire, nella posizione eretta, della forza di gravità.

Dopo un massaggio alla schiena spesso le persone hanno la sensazione di essere alleggerite da un grosso peso, si sentono più alte, più leggere (e lo sono! Spesso ho preso le misure prima e dopo, così come il peso, la circonferenza)
Chi massaggia la schiena ha la sensazione di toccare, a volte, una corazza impenetrabile. Altre volte, l’operatore tocca con mano la fragilità o la forza della persona. Spesso ho avuto la sensazione di essere diretta più che di “dirigere” il ritmo del massaggio.

Nella lettura “psicosomatica” la schiena, (poiché è dietro, non la si vede con i propri occhi, non la si può controllare..) è l’espressione dell’inconscio, ciò che non arriva a galla.
Molte schiene appaiono molto più giovani dell’età della persona.
Essere massaggiati nella schiena dà il senso di un’immediata rigenerazione fisica.

Le mani degli operatori del massaggio Osho Rebalancing, naturalmente, lasciano l’impronta dell’amore con cui applicano le tecniche sopradescritte.
Aggiungo che, se il massaggio alla schiena, viene fatto a 4 mani, gli effetti sopraddetti si amplificano, semplicemente perché la mente non riesce a seguirle tutte e quindi “molla” il controllo prima e il corpo se ne approfitta e fa scorta di ben-essere.

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