Alchimia del corpo

Trasformare la roccia in fluidità. L’alchimia è l’arte di trasformare, proprio come il Joint Release è l’arte di trasformare un corpo rigido in un flusso, in un fluire.
Ho chiesto ad Unmila, che cos’è quest’arte di trasformare, come accade?

La sensazione che sento all’inizio di una sessione
di Joint Release è la “fatica” dell’affidarsi nelle mani di chi sta toccando.
Pur iniziando con delicate sollecitazioni al movimento oscillatorio, prevale la sensazione di “densità” (nel corpo).
Un po’ come se il corpo  fosse acqua in via di congelamento se non addirittura congelata.

Jivan: capisco, ma cosa intendi con congelata?

Certi corpi si muovono come se fossero un pezzo di legno: tutto insieme. Altri corpi si muovono a “segmenti”.
Per esempio se sollecito la spalla sinistra il movimento dovrebbe arrivare fino al piede. I diaframmi di tensione maggiori possono essere la zona diaframmatica o la zona pelvica. Se voglio fare riferimento ai chakra , sto parlando del terzo e primo chakra.
Se voglio parlare in termini emozionali parlerò di paura trattenuta in zona sacrale (io esisto – paura di vivere) o in zona diaframmatica (io posso – paura della propria forza).

Sento la paura del “lasciare andare”, la sfiducia, il NO, la resistenza al piacere, la serietà e la durezza delle scelte di vita.

Jivan: stai parlando di condizionamenti?

Si, anche. Per esempio, la convinzione di origine cattolica che la vita è dolore e sofferenza. Molte persone hanno paura a star bene, ad ammetterlo.

Jivan: si, è vero, ma ormai abbiamo lasciato alle spalle questi condizionamenti. Quasi tutti sono “contro” queste convinzioni…

Ricordo una donna, NON era una cattolica praticante, anzi….
Aveva un corpo piuttosto irrigidito, che rispose ad una mia osservazione in questo senso dicendo “… ma vivere con il sorriso è indice di superficialità e stupidità. Una persona che ha spessore e cervello sa che la vita è costellata di sofferenza e dolore.
Al mio ribatterle se ritenesse che “nel profondo ci fosse solo dolore”, mi confermò che le persone intelligenti, quelle vicine alla Conoscenza “questo lo sanno bene”. Questa donna era anorgasmica.
Dopo la sessione di Joint Release  era curiosamente confusa, “si sentiva liquida, leggera, viva e piacevolmente allegra.
Scoppiammo a riderelaugh

Jivan: quindi stai dicendo che la rigidità che posso ascoltare nel corpo è legata alle “convinzioni”  della persona?

Le convinzioni escono fuori “chiacchierando”.
Perché quando tocco un corpo rigido, sento che questo corpo spaventato ha bisogno di tempo per “fidarsi”. E’ un po’ come invitare una persona, convinta di non saper ballare, a buttarsi nella mischia del ballo. Finchè non si lascia coinvolgere nel ritmo ed nel piacere continuerà a ostacolare il fluire del suo movimento spontaneo.

Jivan: con il massaggio Joint Release fai questo, cioè lavori sui condizionamenti attraverso il corpo? Un po’ alla ricerca della Libertà?

All’inizio ci vuole ascolto, sensibilità, rispetto, poi, man mano il corpo comincia a “cedere” il controllo, con molta attenzione si aumenta la sollecitazione, sempre nel rispetto della risposta (si/no) fino a danzare, volteggiare insieme…

Jivan: cosa intendi con il NO?

Il NO, la resistenza rappresentano i condizionamenti della mente. Come già detto, sono legati alla paura.
Le paure sono tante quanti sono stati i momenti di dolore della persona e vanno tutti rispettati e onorati, perchè sono stati comunque vissuti e, in qualche modo, superati.

Jivan: come fai a superare queste resistenze ?

Bisogna rivolgersi a quest’ultima forza, a questo SI ad andare avanti, perché il movimento ritorni a fluire.
Che inizi il disgelo delle emozioni negative che si trasformano piano piano in gioia di vivere, voglia di leggerezza, armonia, grazia nel movimento, disponibilità alla visione positiva della vita, voglia di libertà.

Jivan: meraviglioso, ma dopo?

Corpo libero, mente libera. Corpo fluido mente fluida.
Molte sono le persone che preferiscono star lontane dal rapporto sensoriale del proprio corpo. Vuoi per disprezzo della propria parte materiale, vuoi per paura di “sentire”  che qualcosa non va.

Jivan: hai mai incontrato da “vicino” persone di questo tipo?

In 30 anni di lavoro ho potuto toccare migliaia di “corpi senza padrone di casa“. Molte persone amano srotolare il loro corpo su un lettino da massaggio e delegare. Non so se questo sia frutto di una “maleducazione” da parte degli operatori che intervengono sui corpi per la rieducazione motoria, piuttosto che per la cellulite o simili.
Toccare un corpo significa avere l’onore di incontrare l’anima di una persona nella sua forma tangibile (corpo), un’anima più o meno consapevole di Sè.
Se l’anima vive nella paura, il compito del bodyworker è aiutare a lasciar andare la paura che, molto probabilmente, quest’anima si porta appresso dalla nascita.

Jivan: Nonostante nella nostra epoca il contatto ed il massaggio sia molto diffuso…?

Il tocco, il modo di toccare intendo, è fondamentale.
Il massaggio deve essere sempre rispettoso e “assessuato“, anche quando il massaggio può risvegliare l’energia vitale che per molti è vissuta-tradotta come energia prettamente sessuale.
In particolare il Joint Release  facilmente risveglia l’energia vitale, soprattutto quando il corpo del cliente è in posizione prona (pancia in sotto). Questa situazione diventa imbarazzante solo se e quando è vissuta con la mente, perché di fatto il piacere si può esprimere anche in eccitazione…

Jivan: intendi il piacere dell’energia che ritorna fluire nel corpo? Oppure intendi piacere sessuale?

Ti racconto questo. Circa 15 anni fa, quando ancora lavoravo a Milano, venne per una sessione un uomo di 68 anni. Dopo la prima sessione mi scrisse un email per condividere l’esperienza, eccola:

Era tempo che nessuno mi toccava il corpo. A dire il vero non ricordo di essere mai stato toccato in questo modo. Ho cominciato a sentire due mani che mi si appoggiavano avvolgendomi le spalle e nel contempo  delle leggerissime spinterelle simmetriche che mi spingevano giù. Ho aperto gli occhi ed ho chiesto se dovevo spostarmi in giù. Mi ha detto che tutto era già perfetto, e hai suggerito di tenere, se riuscivo, gli occhi chiusi  e semplicemente … godermi il massaggio.
Piano piano le spinte si alternarono prima a sinistra poi a destra, e via via sentii che mi massaggiavi sempre a partire dalla spalla e mi sollecitavi anche il bacino e le gambe. Strano davvero. Eri in un punto e ne sentivo molti altri. Chiesi se tutto questo fosse normale e ancora una volta fui invitato a godermi il massaggio. Mi affidai a questo strano ma piacevolissimo “massaggio”.
Mi piaceva la musica di sottofondo, che dava il “ritmo” del movimento. Mi era stato detto che era un po’ come  danzare insieme ed in effetti io sentii che il mio corpo man mano si muoveva tutto.  Mi sentii bambino, cullato, accudito, e mi persi nelle sensazioni. Le sensazioni mi portavano via, nei ricordi. Spesso gradevoli: mi sentivo giovane ed energico, flessibile e scattante, ma poi qualcosa mi riportava al presente e tornavo ad essere sul lettino, manipolato dalle sue mani, ma ero pur sempre il quasi settantenne con tutti i doloretti qui e lì e poi mi riperdevo nella mia giovinezza, nel piacere di sentire il piacere, la flessibilità ancora presente, la leggerezza.
Credo di essermi addormentato e risvegliato più di una volta e quando tutto finì fui sorpreso che fosse passata un’ora e mezzo. Sarei rimasto su quel lettino a farmi toccare da quelle mani ancora per ore, lo ammetto.
Il bello arrivò poi. Nel camminare in strada per tornare a casa, mi sentivo più giovane di almeno dieci anni, più alto e dritto del solito, più armonico, meno dolorante, ma soprattutto avevo dentro una sorta di piacere che mi accompagnò a casa e condivisi con molta gioia con mia moglie!

Jivan: si, capisco cosa intendi per energia vitale? Non localizzata…

Esatto. Qualcosa che puoi condividere con la tua compagna, tua moglie, la tua amante, con chi vuole ed è pronto a riceverla.
Infatti la moglie apprezzò così tanto i risultati di questo massaggio che non solo volle provarlo pure lei, ma ne fecero entrambi un ciclo completo.

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